Francesca Vinci

Conosciamo Francesca Vinci

La nostra intervistatrice Stefania è andata a conoscere Francesca. Ciò che Stefania riporta è di aver sentito emozione e tanta passione per il lavoro, che Francesca è riuscita a comunicarle in questa occasione a due.

Come ti chiami?
Francesca Vinci

Quale è il tuo livello di istruzione e formazione?
Sono laureata in Psicologia e ho frequentato un Master in Riabilitazione Psichiatrica.

Da quanto tempo collabori con noi?
Collaboro con la cooperativa Agape da giugno del 2008, da quando è stato preso in appalto la struttura psichiatrica “Il Fenicottero Rosa”.

Come è avvenuto il tuo inserimento in Cooperativa?
Alla fine del tirocinio previsto dal master il mio desiderio era quello di continuare a crescere professionalmente, così un educatore del centro di salute mentale dove feci il tirocinio del master mi consigliò la Cooperativa Agape; dopo un colloquio iniziai a collaborare con la Cooperativa come tirocinante e dopo un anno ottenni l’assunzione.

Che ruolo hai all’interno della Cooperativa?
Ho iniziato lavorando come operatrice sociale e dopo qualche mese il mio ruolo è diventato quello di educatrice sia nella Casa Alloggio di Quartu Sant’ Elena, dove sono anche referente dell’aspetto sanitario, sia in quella di Capoterra, sia nei servizi domiciliari per disabili psichici.

Le tue conoscenze, la tua formazione (teorica e pratica) precedenti a quelle acquisite dalla tua esperienza in Cooperativa, ti sono state utili nel lavoro che svolgi attualmente?
Le conoscenze teoriche mi sono state molto utili; i miei studi universitari e il master sono stati essenziali per la mia formazione teorica. Per quanto riguarda l’esperienza pratica, prima che iniziassi a collaborare con l’Agape, ho avuto pochissime esperienze; il tirocinio mi è servito per conoscere il campo della malattia mentale ma non avevo raggiunto quelle conoscenze pratiche che invece ho acquisito lavorando nella nostra Cooperativa.

Cosa ti fa pensare la parola CURA?
La parola cura ha per me un significato molto ampio, mi fa pensare a una persona bisognosa di aiuto, protezione, sostegno; è quello che faccio io nel lavoro che svolgo con gli utenti, cerco di trasmettergli dei feedback positivi per la loro autostima perché credo sia importante per loro che vengano riconosciuti sia i progressi che fanno, sia gli errori.

Quanto ti senti importante per le persone di cui ti prendi cura?
Mi sento importante sia quando faccio notare ai ragazzi gli errori che fanno durante il loro percorso di riabilitazione, ma anche quando gioisco con loro per i progressi che fanno e semplicemente quando proseguono il loro percorso in modo equilibrato. Mi sento importante perché i ragazzi mi fanno capire che io sono importante per loro, quando mi chiedono dei consigli, quando desiderano condividere le loro gioie con me; questo mi fa sentire molto importante.

Che significato e importanza dai alla cooperazione?
Lavorare in equipe mi ha permesso di fare un confronto con il lavoro svolto in modo individuale: lavorare in gruppo mi dà la possibilità di confrontarmi giornalmente con i miei colleghi, mi permette di capire se sbaglio, di dare o ricevere dei consigli. Far parte di una squadra è molto importante e fondamentale per me.

Quali caratteristiche sono importanti per poter lavorare in gruppo?
Una delle caratteristiche fondamentali è quella di avere un’adeguata apertura mentale, si deve essere disposti ad accettare i suggerimenti degli altri e non bisogna mai pensare che la propria opinione sia l’unica che valga; si deve avere la voglia di condividere i successi, ma anche le sconfitte, perché fanno parte dei percorsi riabilitativi che facciamo con i ragazzi. Il fatto di sbagliare ci permette di capire, di migliorarci sempre di più nel nostro lavoro di equipe.

Da quando lavori per questa Cooperativa, sono cambiati i tuoi modi di pensare di fronte a certe situazioni, eventi, difficoltà? Se si in che modo?
La visione che avevo di questo settore prima di iniziare a lavorare per l’Agape era notevolmente differente; la malattia mentale era una questione oscura alle mie conoscenze pratiche. Ero consapevole della sua esistenza, conoscevo le patologie e le sue definizioni teoriche, ma in realtà non sapevo cosa effettivamente significassero per me. La mia visione è cambiata da quando ho avuto la possibilità di lavorare con i nostri utenti. Inoltre, rispetto a prima, ora ho la certezza e la sicurezza di quello che voglio fare nella mia vita professionale; grazie a questo lavoro ho trovato la mia strada.

Quanto è importante la comunicazione e l’ascolto nel tuo lavoro?
Sono importantissimi; comunicare è difficile, sia con i ragazzi che con i colleghi, perché spesso si comunica in tanti modi alcuni dei quali possono essere fraintesi; è molto importante quindi comunicare in maniera diretta anche se alle volte non è semplice. L’ascolto è altrettanto importante ed essendo una psicologa sto imparando ad ascoltare con empatia sia i ragazzi che i colleghi.

Quali sono le caratteristiche personali che utilizzi nel tuo lavoro e che ti tornano utili sul suo buon svolgimento? Cosa metti di te?
Per me nel mio lavoro è importante essere me stessa; porto con me la mia allegria, la mia empatia e la mia spontaneità. Ho imparato ad essere decisa e diretta. Sono una persona molto ironica e questa mia ironia la trasmetto ai ragazzi, che riescono ad essere altrettanto ironici rispetto alle loro difficoltà ed è bello che alle volte riescono a non prendersi tanto sul serio.

Hai delle soddisfazioni personali e professionali nel lavoro che svolgi?
Si, ho tantissime soddisfazioni: professionali in quanto nel mio percorso ho avuto la possibilità di crescere ottenendo dei ruoli sempre più premianti per me; questa è stata una grande soddisfazione condivisa con i colleghi, perché ho visto in loro la felicità e la soddisfazione per i miei progressi. Tutto questo si rispecchia nella mia soddisfazione personale.

Che cosa senti premiante per te nel tuo lavoro?
Credo che il premio più grande sia la soddisfazione che il mio lavoro riesce a darmi. Alla fine di ogni giornata il premio è quello di sentirmi soddisfatta di ciò che ho fatto e di quello che ho ricevuto dai nostri utenti.

Hai un hobby o una passione in particolare?
Il mio hobby è fare puzzle.

È stato possibile esprimere o esercitare tale hobby nel tuo lavoro?
È stato possibile in particolare con una ragazza alla quale piace molto fare puzzle.

C’è un’immagine, una frase, un libro, una canzone, un colore che ti può rappresentare?
Una delle frasi che mi piacciono tanto è una frase di una canzone di Vasco Rossi che dice: “La vita è un brivido che vola via”. Penso che la vita debba essere vissuta momento per momento ed è quello che cerco di trasmettere ai ragazzi, soprattutto quando li vedo stare bene, bisogna godere di quei momenti.

Che significato ha avuto per te l’intervista?
Prima dell’intervista ero molto emozionata, perché per me parlare di questo lavoro e della Cooperativa Agape è un’emozione: questo lavoro è un punto fermo della mia vita. Sono contenta e soddisfatta perché ho avuto la possibilità di esprimere ciò che penso e lasciare spazio alle mie emozioni.

Francesca Vinci Educatrice

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